La Musica nel 97°

Come ogni Reggimento dell'esercito Austro-Ungarico anche il 97° disponeva della banda reggimentale e del suo specifico programma musicale, che era definito come programma ufficiale e da eseguirsi in tutte le occasioni formali.

Programma Ufficiale:

1882-1893 Julius Schrenzer Schrenzer, Julius: "Triumph Marsch"

1893-1895 Josef Wodrazka Schrenzer, Julius: "Soldatenleben Marsch"

1900-1902 Hans Holub

1902-1912 Peter Teply Melusin, Rudolf: "Waldstätten Lager Marsch"

1912-1918 Franz Zitta Wodrazka, Josef/Zitta, Franz: "Viva Trieste Marsch"(marcia reggimentale)/La Bora
Marsch

Josef Wodrazka/Franz Zitta: "Triest Fanfaren Marsch", "Ciribiribin Marsch", "Die Wacht am Isonzo",
"Abschied von Wien Marsch"

Franz, Josef Franz: "Souvenir de Trieste Marsch"

Zalateo, Pietro: "Triestiner Marsch"

Zalateo, Pietro: "Capo d'Istria Marsch"

Sinico, Giuseppe: "Viva San Giusto Marsch"

Müller-Norden, Alfred: "Waldstätten Marsch"

Vicino al programma ufficiale, formato perlopiú da marcie, marciette e canzoni popolari, si erano venute a creare anche un'altra serie di canzoni. Queste erano di tono piú colorito e per niente marziali, esse venivano perlopiú cantate nelle camerate o comunque sempre nelle fila della truppa.

Le due piú famose sono: "Demoghéla" e "Piero Pomiga"

La prima, con una storia piena di contrasti, nata come canzone d'orgoglio di appartenenza al IR Nr.97; cantata sui campi di battaglia con tono sarcastico dai soldati, e poi trasformata dai vincitori nella "canzone della vigliaccheria". La versione piú plausibile sull'origine del termine demoghéla é quella raccolta dall'esperto di storia del giornalismo Giuliano Gaeta e da lui riportata nel suo contributo sui quotidiani e periodici triestini al tempo della Grande Guerra: << Si sapeva che il reggimento 97, formato per la gran parte da giuliani, dai suoi stessi componenti era stato soprannominato "Reggimento Demoghéla", cioé "diamocela", a gambe levate s'intende, "démoghela" che s'era poi tramutato ironicamente in "demoghéla". Era stato cosí. ...>>

Giá Silvio Benco introduce il primo serio dubbio sulla fondatezza del "demoghéla" come etichetta per quel 97° Reggimento che <>. E in fondo lo stesso ispiratore del "Piero Pomiga", il ribattitore del cantiere triestino Pietro Scoria é giudicato cosí dall'autore della canzone: << non era un cattivo soldato; aveva anzi dimostrato un notevole coraggio, al fronte russo si era guadagnato due medaglie al valore, una delle quali per aver fatto saltare un ponte sotto gli occhi del nemico avanzante>>.

Caludio Noliani nel suo volume sui "Canti del popolo triestino" é in grado addirittura di precisare la genesi del canto "Piero Pomiga": ne é autore Adolfo Leghissa, che era stato richiamato proprio nel 97° Reggimento (ma con il secondo reclutamento --nell'ottobre del 1914-- che aveva interessato anche i riservisti, cioé gli anziani, e non solo i militari di leva); l'aveva scritta nel 1916 mentre si trovava di stanza a Graz, con il gruppo dei "sospetti politici", e si era ispirato alla figura dell'operaio del cantiere San Marco Pietro Scoria, da lui ribattezzato appunto "Piero Pomiga". La canzone é un dialogo tra il soldato triestino e il suo Sergente che lo sospetta di essere "maledetto irredentista" (verfluchter Irredenter) e quindi un naturale scansafatiche.

I testi delle due canzoni e i gli MP3, puoi ascoltarli cliccandoci sopra :-)

Demoghèla!

Maledeta sia la svelia
sia la svelia del matino
se riposa un pochetino
per marciare un poco ben.

Se qualchidun no marciarìa,
o marciassi, o marciassi malamente,
ghe disemo al sior tenente,
che raporto el ghe farà.

Se no basta el sior tenente,
'nunziaremo el capitano...
poareto quel cristiano,
che a la forca l' andarà!

Qua se magna, qua se bevi,
qua se lava la gamela
zigaremo:"Demoghèla"!
fin che l'ultimo sarà!

Qua se magna, qua se bevi,
qua se lava la gamela
zigaremo:"Demoghèla"!
fin che l'ultimo sarà!
 

Piero Pomiga

Xe capità la guera:
tuti persi e confusi,
no i gaveva più testa.
Passando per bariera,
una guardia me aresta,
la me mena in preson.
Che noa, paron? E con tuto che son vecioto,
mezo orbo e malandà,
un primario, quel muso roto,
in Galizia 'l me ga sgnacà!
"Eins zwei!". Pasi de fero!
"Eins zwei!". Sàlvite, Piero!
E co te càpita 'l morbin,
fàghela vèder de bon triestin!
Ma in mezo a'ste disgrazie
un tuo ricordo me s'gionfa tuto 'l cuor de nostalgia,
e la me fa sperar e tuto soportar,
pensando a ti lontan, Trieste mia!

Vestì con quatro straze,
'na bareta cragniosa
i stivai senza siola,
un leto de scovaze,
senza 'ver'na parola che te
pol confortar: Che bruto afar!
Con do rave e un crostin de pagnoca
e un brodazo mal consumà, trenta mesi 'sta
vita ghe toca al fantasma de un vecio soldà.
"Eins zwei!" Sàlvite, Piero!
E co te càpita 'l morbin,
fàghela vèder de bon triestin

Po' càpita 'l sergente,
el me dà 'na filada
o el minacia 'na piada;
"Verfluchter Irredente!
Du marschierst so schlecht!". "Sior,
go le gambe de pek!
Salamelèk!".
Po' ghe digo con bela maniera
che a Trieste i la pensa cussì:
se altramenti no i vinzi la guera,
no i pol vinzerla gnanca con mi!
"Eins zwei!". Ara che truchi...
"Eins zwei!". ...de mamaluchi!
Onzili pur col lustrofin,
basta che a casa te porti el cupin!

Un giorno i me caluma
quatrozento patrone,
un fusil e 'na spada;
ma mi che no i me luma,
go petà 'na cascada,
me son fato "maròd",
"Mein Gott! Mein Gott!".
Frega e lustra, Pierin mio caro:
la tua pele ga un gran valor,
no sta venderla come un somaro,
ma combati de "pomigador"!
"Zik-zak!". Daghe de oio!
"Zik-zak!". Xe tuto un imbroio!
Qua, per poderla scapolar,
no resta altro che "pomigar"!

Inno Imperiale

Inno Marcia del 97° Reggimento di Fanteria

Die neue Bora Marsch

Habt Acht! Marsch

La vita del soldà

Viva Trieste (Marcia)

Citazioni da: "Sui Campi di Galizia 1914-1917" a cura di Gianluigi Fait, edito da: Materiali di Lavoro e Museo Storico Italiano della Guerra, Rovereto 1997 per la parte intoduttiva. Testi delle canzoni da "Il Dizionario della Canzone Triestina"