Il grande evento collettiivo della Prima Guerra Mondiale ha impiegato sul piano militare le popolazionio di queste terre, di Trieste, dell'Istria, del Friuli, soprattutto ad oriente: un alto tributo di sangue, sofferenze inenarrabili, sono stati il prezzo di un rapporto di solidarietá e di amicizia maturato tra i soldati dei due opposti eserciti, l'austro-ungarico e quello zarista, nelle pianure della Galizia, sul crinale dei Carpazi e nella sterminata Russia.
Nell'agosto 1914, numerosi triestini, istriani e friulani di nazionalitá italiana e slava, si trovarono coinvolti in una guerra che non avevano prevista, né voluta. Inquadrati in alcuni reggimenti del III° Corpo d'Armata(K.u.K. I.R. 97, 47, 27, 7 etc.) facente parte della II° Armata al comando del Gen. Böhm-Ermoli, essi furono inviati, dopo un breve periodo di operazioni in Serbia, nelle desolate pianure della Galizia allo scopo di contenere le armate zariste, che sfondato in piú punti il fronte in direzione di Lemberg, minacciavano di aggirare l'intero schieramento militare austro-ungarico. Il 26 ottobre di quell'anno il reggimento di fanteria Nr.97 e gli altri citati sopra ricevono il battesimo del fuoco nei pressi del capoluogo galiziano. Ma proprio qui, come si ricorda nel memoriale steso dal Maggior Generale Arthur Brosch negli anni 50, ha inizio la via del suo lungo calvario: "Lanciato in una situazione infelice il reggimento andó come tutti gli altri soldati del III° Corpod'Armata all'attacco come in una piazza d'Armi, e come a tutti ben noto, venne ben presto arrestato su tutta la linea. Nel tardo pomeriggio di questo disgraziatissimo giorno il comandante del reggimento ebbe un completo collasso di nervi e dovette essere trasportato via dal fronte. Con il sopraggiungere dell'oscuritá e l'inizio della notte in vari settori scoppió il panico, gran parte del reggimento ripiegava come del resto anche altri reggimenti...Il reggimento venne riunito ad oriente di Leopoli ed il giorno 29 agosto 1914 portato in avanzata, ed é qui che si presentarono alcuni gravi infrazioni disciplinari, che furono immediatamente punite sul posto".
La disgregazione dell'esercito austriaco si avrà invece con lo sfaldamento, militare e politico, dell'Austria dopo i primi tre anni di guerra: il 23 maggio del 1918, convnti di essere prossimi alla fine della guerra, i soldati italiani e sloveni del 97° Infanterieregiment si rivolteranno nella caserma di Radkesberg (allora in Stiria, oggi in Slovenia con il nome di Gornja Radgona) al grido di "viva l'Italiaa!" e "viva la Slavia"; il moto verrà soffocato nel sangue: due italiani e sei sloveni verranno fucilati prima dell'intervento dell'Imperatore, che farà cessare le esecuzioni capitali già pronunciate dai tribunali militari.
Il memoriale del Maggior Generale Brosch rivela la -dimensione-- della denigrazione del 97 nell'ambito dell'armata austriaca che culmina con l'insulto pubblico fatto dal Comandante del Corpo d'Armata il Conte Pflanzer-Baltin nei riguardi del reggimento e del suo Stato Maggiore. Sarà proprio Brosch che assieme ad altri Ufficiali si impegnerà nella inaudita rivolta degli Ufficiali di carriera che ricorrono fino a Francesco Giuseppe per aver soddisfazione a far rimangiare l'insulto al Generale di cavalleria l'insulto.
Il distretto di reclutamento per il 97° Reggimento di Fanteria "Freiherr von Waldstätten" era la città di Trieste con il suo territorio e l'Istria. Nello stesso tempo era questo però anche il distretto principale complementare per la K.u.K. Kriegsmarine, la quale naturalmente dalle leve otteneva il miglior materiale umano. In seguito veniva attribuito una certa percentuale per l'Artiglieria; le truppe tecniche, la Cavalleria ecc. così pure per il Battaglione Cacciatori Nr.20 che aveva pure qui il suo distretto complementare. Quanto rimaneva l'otteneva il 97° Reggimento.
Il materiale umano era per la metà italiano e per l'altra sloveno, del Carso, ed era come tutti gli abitanti di paesi meridionali dotato di poche qualità militari, difficilmente disciplinabile e disposto al dolce far niente. Per ottenere da questo buoni soldati era necessario un forte pugno di ferro, che li poteva trasformare in magnifici soldati, non inferiori ad alcun altro Reggimento.
Il reggimento era di guarnigione negli anni dal 1890 in poi a Pola e alla svolta del secolo il Colonnello Gerba ne era il Comandante, un croato originario del vecchio territorio confinario militare (Croazia/Bosnia). Nel 1899 il reggimento 97 venne trasferito a Trieste. Il Comandante il Reggimento divenne il Colonnello Bernath von Bosutpolje, un forte croato che si comportava in modo draconiano e alle volte in maniera brutale con Ufficiali e soldati. Nello stesso periodo era Generale di Brigata il Maggior Generale Konrad von Hötzendorf(più tardi Feldmarschall). Konrad si accativò la speciale protezione di Sua Altezza Imperiale l'Arciduca Ereditario e venne nominato Generale di Brigata. Lo seguì nel comando del 97° il Colonnello Wagner Ufficiale di Stato Maggiore, il quale viene a sua volta, nel 1906, dal Colonnello Conte Stürgh. Era un tipo lontano dalla truppa e talmente debole di vista che adoperava degli occhiali molto forti. Era trascurato nel vestire e scomposto nel salutare. Nello steso tempo era anche un soggetto dalla personalità molto delicata che provav grosso dispiacere morale nel dover punire un soldato. In conseguenza di ciò la disciplina del Reggimento purtroppo decade.
Per l'educazione e l'ordine pubblico il Reggimento rimase in seguito ancora Trieste. Al Comando del Reggimento triestino venne nel 1910 il Colonnello Thaler che restò solo per un anno e mezzo allorchè venne pensionato. Lo seguì nell'incarico il Colonnello Barone Knopp von Kirchwald con il quale il Reggimento andò in guerra.
La mobilitazione non presentò sorprese: i riservisti si presentarono puntualmente, non vi furono disertori, l'entusiasmo era molto grande.
Il giorno 11 agosto 1914 il 97° Reggimento di Fanteria venne fatto salire sui treni e raggiunse il posto di Zydaczow facendo parte del III° Corpo d'Armata, e qui rimase fino al 19 agosto, e in seguito dopo una lunga ma rapida marcia ottenne il 26 agosto 1914 il battesimo del fuoco nella battaglia di Leopoli.
A Gliniany, una località sulla strada principale presso Leopoli, il mattino del 27 agosto 1914 scoppiò l'inferno. Sussitenze, reparti Sanitari, Artiglierie e colonne di munizioni, autovetture di alti Comandi, occupate da Ufficiali superiori di Stato Maggiore che volevano andare avanti per cercare la loro truppa, crearono un ingorgo che era impossibile risolvere. Tutti volevano mantenere la disciplina con le pistole in mano, si urlava più fortemente provocando così ancor più confusione. Truppe sbandate di tutti i Reggimenti e tra questi molte del 97° Reggimento che cercavano di ritirarsi, bande reggimentali che gettavano i loro grandi tamburi e tromboni nei fossi stradali: questo era il quadro di una battaglia perduta.
Il 97° Reggimento venne riunito ad oriente di Leopoli e il giorno 29 agosto portato in avanzata, ed è qui che si crearono alcune gravi infrazioni disciplinari che furono immediatamente punite sul posto. L'allora Maggiore Giraldi fece fucilare uno dei disertori di fronte al Battaglione. Il Tenente Krainovich uccise personalmente due o tre uomini, mentre vi furono qua e là delle esecuzioni.Quando i soldati si resero conto della serietà della situazione e quando ebbero superata l'impressione di choc del, primo giorno di combattimento a Gliniany il buon senso comune ritornò, vennero ripristinati nuovamente ordine e disciplina e il Reggimento schierava nuovamente i suoi uomini.
Però d'un tratto il 97° Reggimento divenne il capro espiatorio della sconfitta: molti presso gli Alti Comandi sollecitavano lo sciolglimento del Reggimento stesso.
Realmente il Reggimento era privo di guida, ad ogni momento cambiavano i Comandanti.
Nella seconda battaglia di Leopoli (Grodek) il Reggimento schierò in linea al completo i suoi uomini, ed ebbe nuovamente molte gravi perdite. Nelle due battaglie di Leopoli il Reggimento perdette: 1 Comandante di Battaglione, morto -- 8 Ufficiali, morti - 5 Ufficiali gravemente feriti - oltre 70 Sottuficiali morti e feriti - circa 1000 uomini egualmente morti o feriti. Ad onta di questo non terminarono le critiche contro il Reggimento, anzi si rafforzarono ancora di più.
Durante la ritirata verso i Carpazi capitò improvvisamente l'ordine del III° Corpo d'Armata di raccogliere tutti gli elementi P.U.(Politisch Unverlässlich-politicamente sospetti) e di trasferirli verso l'interno. Quando il reggimento si trasferì nel suo posto di riserva a Bielanka a sud est di Neusandec, da ogni Compagnia vennero tolti parecchi elementi principalmente italiani, circa 400 uomini al comando del Tenente Keilwerth e trasferiti nell'interno e qui impiegati alla costruzione della testa di ponte a Krems sul Danubio per essere in seguito nuovamente trasportati al deposito(Kader); giunsero in seguito verso capodanno nuovamente al reggimento. Se con queste misure siano stati elevati lo spirito combattivo ed il morale, ne è da dubitare.
Alla fine di settembre venne un nuovo Comandante di Reggimento e precisamente il Colonnello Adamovich, di Pola. Il 4 ottobre proseguì l'avanzata per liberare dall'assedio Przemysl. In seguito con la ritirata verso i Carpazi il Reggimento ebbe a compiere in pieno il suo dovere. Alla fine di novembre venne nuovamente un altro Comandante di Reggimento e precisamente il Colonnello Gheri, che non era un estraneo per il Reggimento giacchè ancora in tempo di pace era stato Ufficiale di Stato Maggiore per impiego speciale presso il Reggimento. Era un prode tirolese e guidò il Reggimento per 15 mesi. Il Reggimento era in posizione nei Carpazi presso Zdynia all'estrema ala sinistra della III^ Armata. Il 27 gennaio seguì un attacco dei russi nel folto della foresta vergine, durante il quale un Tenente di nazionalità ceca passò col suo drappello ai russi.
La situazione era molto critica quando venne effettuata una contro offensiva da parte del reggimento 47 con sezioni del 97esimo che ripristinarono la situazione e riportarono oltre 200 prigionieri. Ed ecco che cominciarono nuovamente le critiche calunniose contro il Reggimento. Da parte della 28esima Divisione di Fanteria venne un ordine riservato, con il quale il Reggimento veniva minacciato che qualora si fosse ripetuto il caso, dietro al Reggimento sarebbero state poste in posizione delle mitragliatrici come contro i russi, perché venisse sparato se del caso alle spalle del Reggimento. Nella notte fra il giorno 8 e 9 febbraio 1915, presso la 22esima Divisione cacciatori nella regione di Kiskurima ebbe luogo uno sfondamento del fronte da parte dei russi. Il Maggiore Giraldi da onta dell'alta neve comandò con il suo Battaglione una contro offensiva che ebbe il massimo successo, riportò un centinaio di prigionieri e ristabilì nuovamente la situazione. Ad onta di questo magnifico risultato non cambiò nulla. La convinzione degli alti comandi verso il Reggimento era sempre la stessa veniva sempre trascurato ed il suo Corpo Ufficiali più o meno considerato male.
All'ala sinistra del nostro Reggimento il fronte piegava verticalmente verso nord e si collegava prontamente con l'Armata vicina. Dopo la rottura del fronte di Gorlice il Reggimento prende parte a tutti gli avvenimenti nel quadro dl III° Corpo d'Armata, e dal Reggimento 36 di nazionalità ceca, sciolto per punizione a sud Przemysl ricevette 200 uomini assieme ad alcuni giovani Ufficiali. Il Reggimento 36 aveva le stesse mostrine del 97esimo(rosa-rosso) unicamente si distingueva dai bottoni gialli(mentre quelli del 97 erano argentei).
Alla fine di agosto/settembre 1915 mentre il III° Corpo d'Armata venne trasferito al fronte meridionale contro l'Italia il 97esimo rimase al fronte nord.
Nel novembre e dicembre 1915 raggiunsero le nostre posizioni alcuni russi disertori ma anche presso di noi in questo periodo si erano verificate le assenze di circa 30 uomini e fra questi un Ufficiale contabile. Naturalmente queste assenze divevano essere comunicate anche al Comando d'Armata a Kolomea. Subito veniva detto che presso il 97esimo si riscontrava una massa di disertori. Se erano realmente disertori o prigionieri non si potè naturalmente mai precisare. Nella notte del 31 dicembre 1915 al primo gennaio 1916 il Reggimento venne improvvisamnete allontanato dalla posizione e trasferito quale riserva nella località di Zalezyki. Il 4 gennaio venne l'ordine telefonico che il Reggimento doveva essere schierato all'uscita orientale di Zalezyki per una visita ispettiva da parte del Signor Comandante d'Armata l'Eccelenza il Generale di Cavalleria Pflanzer-Baltin.
Con un piccolo ritardo si presentò il Comandato d'Armata con il Comandante di Divisione e un piccolo seguito. Il Comandante il Reggimento il Colonnello Gheri presentò il prescritto rapporto. Noi sapevamo già subito quanto era stato diffuso a riguardo. La prima domanda del Comandante d'Armata è stata: "Dunque, quanti disertori ha Lei?" "Non lo so quanti siano".
Quindi iniziò il passaggio di rivista frontale del Reggimento. Dopo alcuni passi "Lei, Gheri, venga qui. Questo è un Reggimento? Questo è un mucchio di porci!". Dopo aver continuato la marcia di fronte allo schieramento disse al Comandante del Reggimento "guardi un po l'aspetto di questa gente, questo è uno scandalo… " e così continuò avanti sempre sullo stesso tono lungo tutto lo schieramento. Passato tutto lo schieramento egli diede l'ordine agli alfieri e agli ufficiali al centro dello schieramento del Reggimento. E quando quest'ordine venne eseguto e tutti stavano in semicerchio davanti al Reggimento il Comandante d'Armata si espresse così: "Io non posso accogliere la presentazione degli Ufficiali prima che il Reggimento non sia meglio presentato. Io vi disabituerò a disertare!" e quindi seguì un orgia di oltraggi che non si era mai sentita e terminò con le parole: "Qualora il Reggimento presto non cerchi di migliorare io vi suddividerò fra i miei Reggimenti ungheresi, perché gli ungheresi vi uccidano, le ulteriori misure che io prenderò le apprenderete presto."
Si voltò e abbandonò assieme al seguito il Reggimento, con un breve saluto "sputare dovrei, su un simile Corpo d'Ufficiali!! Vergogna lurida! Al diavolo!" ed infatti sputò!
Il Comandante il Reggimento il Colonnello Gheri eseguì con la massima saggeza ciò che poteva fare si fece sostituire dal più anziano dei comandanti di Battaglione, precisamente il Maggiore Giraldi, nel comando del Reggimento, si recò quindi al più vicino posto sanitario e si allontanò con gli occhi pieni di lacrime profondamnte scosso.
Ancora in data 6 gennaio verso sera venne l'ordine scritto da parte della 30esima Divisione di Fanteria che per disposizione di sua Eccellenza il Comandante d'Armata:
1) Tutti i permessi sia per gli Ufficiali come per i soldati siano sospesi sino a nuovo ordine.
2) Che ne Ufficiali ne soldati possano essere proposti durante i prossimi tre mesi ad onoreficienze. Ulteriri ordini sarebbero seguiti.
Il 7 gennaio Giraldi fece intervenire del tutto segretamente gli Ufficiali in servizio attivo del reggimento ad una riunione. In un breve discorso dichiarò: "Ognuno sa cosa ci è accaduto ieri in occasione dell'ispezione. Nel ricordo dei nostri camerati caduti non possiamo tollerarlo. Io sono pronto quale temporaneo Comandante ad interim del Reggimento di sollevare una protesta al Comando Superiore d'Armata da parte del Corpo Ufficiali. Chi è d'accordo? Chi è contrario?".
Tutti erano naturalmente d'accordo. Secondo il regolamento una riunione per l'inoltro di una protesta era proibita e veniva considerata un gesto di ribellione. Il Maggiore Giraldi richiese ad ognuno la parola d'onore con una stretta di mano perché venisse negato nel modo più energico, che una riunione si era tenuta e che si dicesse che la maggioranza dei signiori Ufficiali si erano rivolti spontaneamente al Comandante di Reggimento onde intraprendesse i passi necessari al nome del Corpo degli Ufficiali per le gravi incriminazioni e offese.
Della stesura venne incaricato l'Aiutante di Reggimento il Capitano August Renelt. Ufficiale valorosissimo, disimpegnò questo compito in modo veramente maestro. Lo scritto della protesta era così diplomatico, completo militarmente, fermo e valido ad ogni contestazione, così che il più abile magistrato non avrebbe potuto trovare neanche un difetto.
In data 8 gennaio, verso tarda sera, un nuovo incontro segreto degli Ufficiali. Lettura della protesta e nello stesso tempo secondo la proposta di Giraldi del 9 gennaio, la decisione di consegnarla personalmente al Comandante di Divisione. Quando Giraldi il 10 gennaio consegnò la protesta al Comandante di Divisione, questi cadde per modo di dire quasi in svenimento e convocò un gruppo di Ufficiali per il giorno seguente al Comando di Divisione. Il Comandante di Divisione presentò pesantemente la questione, consigliando di rinunciare alla protesta e di riflettere bene sopra le conseguenze che potrebbero derivare da questa azione.
Come più tardi da fonte degna di fede si riuscì a sapere, l'Eccellenza Planzer-Baltin sarebbe andato su tutte le furie quando lo scritto della protesta gli venne posto sul suo tavolo, ed il suo Stato Maggiore non aveva di che ridere.
Il 19 gennaio il Reggimento è stato messo in allarme alle ore 4 del mattino, e subito messo in marcia verso Sniatyn, convogliato nei vagoni ferroviari per essere lanciato nel fuoco a tamburo di Toporoutz e Rarancze; la battaglia di capodanno era già dimenticata.
Alla fine di gennaio venne un nuovo Comandante di Reggimento il Colonnello Hostach con istruzioni da parte del Comandante d'Armata. Il reggimento venne nei primi giorni di febbraio nuovamente ritirato dalla posizione, e capitò a Sadagora presso Czernowitz per ragioni cosiddette di disciplina. Giornalieri occupazioni dalle 8 alle 11 di mattina esercitazioni di fila, di drappello, di Compagnia. Nel pomeriggio dall ore 2 alle 4,30 le stesse occupazioni, quindi comunicazioni di ordini di servizio, ed esercizi di saluto. Durante tutte queste occupazioni dovevano essere presenti il Comandante di Reggimento, i Comandanti di Battaglione ed i Comandanti di Compagnia e questo anche con il più rigido freddo, con temporale o nevicata.
Finalmente con gli ultimi giorni di febbraio venne l'ordine telefonico che tutto il Corpo Ufficiali del Reggimento, il 26 o 27 febbraio alle ore 11 di mattina dovesse essere schierato in una sala della città di Czernowitz.
Il Corpo Ufficiali era schierato in semicerchio e puntualmente alle ore 11 entrò in sala il Comandante d'Armata, accompagnato unicamente da un Maggiore dello Stato Maggiore e dal suo Aiutante personale. Senza un saluto l'Eccellenza Pflanzer-Baltin salì sopra un podio preparato, sfogliò un incartamento apparentemente voluminoso che gli porse il suo Aiutante personale.
Con voce alta incominciò:"Un caso veramente inaudito nella storia mondiale è accaduto. Loro hanno lanciato una protesta contro il loro più alto Comandante. Io leggerò Loro la decisione del Comandante d'Armata". Lesse brani di incartamento i quali in certo qual modo che sua Eccellenza era ben lontano dall'affrontare l'onore del Reggimento e del Corpo Ufficiali. Quando la lettura fu terminata l'Eccellenza disse:"Io accetterò la presentazione del Corpo Ufficiali".
Ogni singolo sino al più giovane cadetto aspirante si presentò nominalmente secondo la formula prescritta, ed il Comandante d'Armata strinse a ciascuno la mano. Cosa significasse ciò lo può capire unicamente chi sapeva come Pflanzer-Baltin non porgeva la mano neanche ad un Generale e tanto meno ad Ufficiali di Stato Maggiore o addirittura a subalterni.
Già nello stesso giorno vennero tolti il divieto dei permessi e la proibizione di proporre onoreficienze ai dipendenti del reggimento. Presto subentrò al fronte orientale una completa tranquillità da Brest-Litowsk sino al confine rumeno, e per settimane sino all'offensiva di Brussilow nel giugno 1916, non venne sparato neanche un colpo. Il reggimento venne impiegato in sostituzione di altre unità ora qui ora li, e quando nell'aprile del 1916 venne trasferito nei dintorni di Buczacz, ebbe luogo una rivista dinnanzi al Comandante d'Armata.
Il reggimento raccolse la più grande lode, e alla sfilata conclusiva il Comandante salutava con la mano ogni singola Compagnia, riunì il Corpo Ufficiali, lodò e ringraziò tutti addirittura nella maniera più calorosa tenne un magnifico discorso, era un oratore eccellente, e augurò a tutti buona fortuna in armi. In ogni caso questo tragico episodio è una prova di quanta obbiettività ed equanimità ebbe finalmente una volta a giudicare la più alta carica del Comando Superiore d'Armata.
Giraldi divenne in seguito Tenente Colonnello e nell'ottobre 1917 scelto fra tutti i predecessori Colonnelli e Tenente Colonnelli e nominato quindi definitivamente Comandante del 97° Reggimento di Fanteria che guidò sino alla sua crudele fine. Il reggimento raggiunse finalmente la sua pace appunto quando Giraldi ne fu il Comandante mentre tutti gli altri Comandi erano estremamente gentili e premurosi. Vi furono ripetute lodi per il Reggimento, e quando il 13 marzo 1918 il Reggimento dopo breve combattimento contro i bolscevichi presso Radjelnaja entrò quale prima truppa dinnanzi Odessa, aveva già una buona reputazione e una fama irreprensibile.
